Ed eccomi rientrata dalla mia breve vacanzina Sarda e sempre più convinta che amo la Sardegna, i suoi profumi, le sue spiagge, il suo mare, la sua cucina, i suoi formaggi e la sua gente!! fantastica!
Erano tantissimi anni che non andavo e non avevo mai visitato Alghero e costa occidentale . . ma di questo ve ne parlerò in altro post.
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Avete presente quando le cose si susseguono per
coincidenze?
Io credo tanto nelle coincidenze, in questi fili invisibili che ci legano a persone, ma anche a cose e ai luoghi.
L'ultima coincidenza che mi viene in mente, e ganza da morire, è legata sicuramente al nostro ultimo viaggio in Provenza.
Non ricordo se vi avevo detto che abbiamo deciso di andare un po' all'ultimo e nonostante avessi studiato un po' le tappe da fare, non avevamo prenotato nemmeno una notte.
Cosa rara per me, anche perchè dipende da dove vai e quanto stai, trovo molto più comodo prenotare da casa, leggere le varie recensioni, soprattutto se sono pochi giorni, come nel nostro caso, può essere veramente una perdita di tempo cercare un posto per dormire, rischi di rovinarti la giornata e magari nemmeno trovarlo o finire in una bettola.
Ma questa volta è stato così! sarà che il mio pensiero prioritario era rivolto a mio figlio (d'altronde cuore di mamma), sarà che avevamo bisogno di staccare da tutto e da tutti e di lasciarmi andare all'istinto e voglia del momento . . . senza dover rendere conto a nessuno (e ti pare poco visto che tutto l'anno è così), senza orologio, senza niente di niente, solo cartina alla mano (e navigatore), tra l'altro non mi funzionava internet sul cellulare.
Insomma un giorno non c'era proprio versi di trovare una camera, la zona Camargue, bellissima, ma povera di strutture (l'ho scoperto tardi) e quelle che c'erano erano degli splendidi masi purtroppo con poche camere e tutti pieni . .
Dopo ore di ricerca nulla da fare, una camera libera non c'era, così l'unico posto libero erano i sedili della macchina, certo l'avevamo messo in conto, ma non pensavamo e soprattutto, speravamo, di non arrivare a questa "sistemazione".
Fatto sta che erano le 21 (e in Francia di solito a quell'ora comincia ad essere rischiosa anche la cena) e mio marito esce con:
"senti simo la camera qui non si trova più, allora facciamo una cosa, troviamoci un bel posticino per la cena, mangiamo tranquilli e almeno una cosa su due ce la godiamo"
visto che l'idea non mi dispiaceva affatto, decidiamo di ritornare al punto di partenza della mattina, St. Remy, dove c'era per l'appunto la corrida e il paese in festa, quindi la cena sarebbe stata "salva".
Arrivati al paese ci fermiamo ai primi due ristoranti (che fame!!) e guardiamo il menù proposto per poter scegliere, e lì noto per la prima volta una coppia visto che lei, una biondina carinissima, era in dolce attesa con un bel pancione.
Scegliamo uno dei due ristoranti, ci sistemano ad un tavolino e dopo nemmeno 10 minuti arriva la biondina e suo marito.
Guardiamo il menù, scegliamo, ma il cameriere ma voleva sapere qualcosa di specifico sul piatto scelto e non riuscivamo proprio a capire. Dopo qualche minuto di inutile conversazione, un po' in francese un po' in inglese, il marito della biondina esce con:
"io parlo italiano se avete bisogno di aiuto posso aiutarvi"
Persone squisitissime, lei dolcissima, e così cominciamo a parlare, prima dell'Italia poi della Francia, poi del lavoro, della famiglia, delle origini, insomma è stato proprio piacevole.
Verso le 23.30 a cena quasi terminata ci chiedono
"e stasera? dove dormite?"
e io " . . . ehm ehm . . . stasera? stasera . . . veramente . . . in macchina!!"
non l'avessi mai detto sono partiti a dritto con collegamenti internet per cercarci un alloggio, lei è stata al cellulare oltre mezzora, fra l'altro lavorava in un'agenzia di viaggi, è riuscita a trovarci una camera, lontana da lì, ma con un letto e un bagno!
Quindi ripensando la
coincidenza di dover tornare a st. Remy che avevamo visitato la mattina e scoprire che la sera ci sarebbe stata una festa, altrimenti non ci saremmo mai tornati, la
coincidenza di arrivare alla stessa ora e scegliere lo stesso ristorante, la
coincidenza di venire messi al tavolo accanto, la
coincidenza di non capire il cameriere, la
coincidenza delle sue origini italiane e quindi la sua conoscenza della lingua italiana, la
coincidenza che lei avesse lavorato in agenzia e a mezzanotte sapesse a chi . . telefonare!
Vi basta?
Oddio scusate le mie mani si sono lasciate andare al ritmo della tastiera e ho scritto un poema!
tutto per dirvi la coincidenza di questa torta.
La coincidenza di aver trovato dei fichi sull'uscio, la
coincidenza di scegliere una ricetta fra 100, la
coincidenza di rimanere senza farina 00 e dover utilizzare quella di kamut, la
coincidenza di avere solo mezza bustina di lievito (invece che 1 intera), la
coincidenza che la ricetta era scritta male saltando degli ingredienti e procedimento sbagliato e quindi dovere improvvisare
e soprattuto la coincidenza che è venuta una bontà unica!
E basta con le coincidenze. . . e non sarà una coincidenza se vi verrà il mal di testa
dopo aver letto questo post! ahahahaha
e allora via con questa ricetta, però vi assicuro che è di una sofficità, dolce al punto giusto, il sapore dei fichi freschi con le mandorle tritate ... è un mix esplosivo che vi conquisterà sicuramente!
Troverete un po' strana la sequenza degli ingredienti, ma questo è quello che ripeto, ho fatto un po' per il procedimento riportato sbagliato un po' perchè ho fatto confusione.
A voi la scelta se seguire alla lettera il procedimento o fare di testa vostra!
Ingredienti:
- una decina di fichi freschi
- 150 gr di farina di kamut
- 80 gr di mandorle
- 120 gr di burro
- 120 gr di zucchero
- 2 tuorli
- 2 uova intere
- 1/2 bustina di lievito
- 1 bustina di vanillina
- 1 pizzico di sale
Tritare grossolanamente la mandorle con un coltello,
lasciandone un po' da parte per metterle sulla superficie del dolce.
Mettere le mandorle tritate insieme alla farina, il lievito e mescolare tutto.
Aggiungere poi il burro sciolto, lo zucchero e sempre mescolando aggiungere anche le uova una alla volta ed infine un pizzico di sale.
Versate il composto in uno stampo già imburrato ed infarinato (non nel mio caso perchè ho usato uno stampo in silicone), cospargere un po' della granella di mandorle avanzate,
i fichi sbucciati e tagliati a metà
e cospargete ancora con la granella rimasta e con un po' di zucchero.
Mettete in forno già caldo e cuocete per circa 50 minuti a 180°.
BON APPETTIT!
ed ecco la fetta