venerdì 27 febbraio 2015

Polpette di Baccalà al Forno con Salsa Verde Appetitosa

Ed eccoci alla mia proposta del Venerdì, che come vi avevo promesso, sono le Polpette di Baccalà.
Sapete che mi diverto a fare le polpette e sapete perchè?
Perchè sono dispettosa! e mi diverto a mettere verdure, e questa volta pure il pesce, che in altri  modi mio figlio storcerebbe la bocca e non assaggerebbe nemmeno.
In verità a lui piace il pesce, ma preferisce i primi e pesce senza lische quindi di solito cucino tranci di salmone, code di rospo, sogliole, tutti più o meno fatte così ma un pesce che non ha mai voluto assaggiare, anche se non ha problemi di lische, è il baccalà.
In effetti non è un pesce che piace a tutti e sinceramente anch'io fino a qualche tempo fà non è che lo mangiassi volentieri perchè non amo molto il pesce dal sapore forte, ma anche grazie a mio marito a cui piace molto, ho cambiato idea ed ora mi piace davvero tanto.
Ma lo faccio sempre solo lesso, è così veloce e pratico, che non ho mai pensato a farlo diversamente.
Invece l'altro giorno girovagando, non ricordo su quale sito di cucina, vidi le Polpette di Baccalà (fritte però) e quasi ridendo da sola dissi dentro di me pensando a mio figlio: ti fregherò anche questa volta!

Bene che ci crediate o no così è stato, se l'è pappato senza commenti e si sono finiti la mia Salsina Verde Appetitosa sperando che ne avessi ancora chissà in quale nascondiglio della cucina...
quindi se anche a voi o a qualcuno dei vostri il baccalà non piace, provatele! 
ci rimarrete male! ahhaha
Ingredienti:
- circa 450 gr di baccalà pulito
- 2 patate piccole
- prezzemolo tritato
- 2 uova
- parmigiano grattato qb
- pangrattato qb
- olio evo
Lessate bene le patate, tanto dovrete ridurle in purè
Lavate il baccalà, asciugatelo bene, privatelo delle lische e della pelle
fatelo a pezzetti facendo attenzione a levare tutte le lische.
 Mettetelo nel robot insieme al prezzemolo e frullatelo
 Aggiungete anche le uova e il parmigiano grattato
Unite anche le patate.
Mettete tutto in una ciotola, mescolate e fate amalgamare bene, 
in caso fosse ancora troppo morbido per fare le polpette, 
aggiungete del pangrattato.
Formate delle polpette, io le ho fatte a forma di crocchetta, passatele nel pangrattato
ed adagiatele su una teglia coperta da carta forno.

*Consigli:
Come mi ha insegnato mia nonna, sicuramente verrebbero ancora più buone e più morbide, aggiungendo della mollica ammollata nel latte e strizzata. Aggiungetela al vostro composto prima di formare le polpette!
E ovviamente le potete fare fritte . . sicuramente ancora più sfiziose!
BON APPETIT

BUON FINE SETTIMANA

qui la ricetta della Salsa Verde Appetitosa


mercoledì 25 febbraio 2015

Salsa Verde Super Appettitosa e . . . 1448 volte GRAZIE!

Lo so che nell'ultimo post son già stata abbastanza PALLOCCOLOSA, come si dice dalle mì parti, ma lasciatemi dire una cosa importantissima:
ieri ho raggiunto il mio nuovo record di visite giornaliere
MILLEQUATTROCENTOQUARANTAOTTO
Per qualcuno saranno numeri bischeri o banali, ma per me sono cifre da capogiro! 
Io che ero già al settimo cielo la scorsa settimana quando ne raggiunsi 800!!
Solo l'idea che così tanta gente clikki
su SIMO'S COOKING
mi lascia quasi senza fiato,
ma mi carica a MILLE 
per migliorare, sperimentare e provare provare e provare ancora.
Non sono nè una cuoca professionista nè mi ci avvicino nè lo voglio diventare, nè tantomeno sono una fotografa, ma solo persona che un giorno ha deciso, molto molto scettica e ignara di ciò che sarebbe successo, di fare una raccolta online delle ricette collaudate e venute bene.
E visto che amo scrivere anche un po' di me e della mia vita, il BLOG era proprio quello che mi ci voleva!
Avrete visto che le ricette che propongo sono facili e veloci, mai troppo complesse e senza troppi passaggi, sono solo una donna-mamma-moglie che lavora a tempo pieno (e pure lontano da casa) che ha scoperto che cucinare è un viaggio interessantissimo, che passa attraverso culture. tradizioni e sapori che abbinati ad un po' di gusto personale e, perchè no, ad un pizzico di fantasia diventa tutto talmente affascinante e sempre nuovo.
E perchè dovevo rinunciare a tutto questo
solo per mancanza di tempo?
Ovviamente non vi nascondo di essere un po' pazza (da qui il mio gruppo FB CuochineTuttePazze), ma sicuramente mi aiuta per aver voglia la sera non solo di preparare e sperimentare, ma anche di fotografare tutti i passaggi, trovare la luce giusta, fotografare alla meno peggio ciò che vi voglio proporre, quando magari ho ancora la cucina in disordine e le camere da sistemare.
Ma non importa, ora mi va così!
E poi è anche un po' una rivincita, per le persone che non hanno mai creduto in me, ma anzi mi hanno anche preso in giro e snobbato questa mia passione e la mia voglia di cucinare.
E il fatto di esserci passata sopra, di insistere, provare e andare avanti a testa alta, sinceramente è una bella dimostrazione prima di tutto per me stessa, visto che sono sempre carente di autostima, e che quando le cose si fanno con passione e con amore ti ripagano sempre, ma anche per loro . . . non varrò tanto ma sicuramente qualche sassolino me lo sono levato anch'io. TZIE' TZIE'
Ma per quei pochi amici che ho perso ne ho acquistati tanti tantissimi di più!!! E il mio gruppo CTP che è quasi a 5000 membri ne è un'altra dimostrazione.

GRAZIE GRAZIE DI CUORE
A TUTTI VOI
a voi che capitate per caso, a chi commenta, a chi non ha voglia 
(so che è fatica commentare ma sapeste che piacere è leggervi) 
a chi non si vuole far riconoscere e magari passa di nascosto per non darmi soddisfazione, 
a chi mi manda mail o messaggi privati per ringraziarmi per il successo di una ricetta
o che mi manda le foto delle ricette rifatte
(mi emoziona sempre così tanto  . . mi sembra di essere lì a tavola con voi!)
 Grazie a chi si fida di me e per questo mi chiede consigli,
ma grazie anche a chi me li dà, 
o a chi si ricorda semplicemente di me mandarmi un saluto o darmi il buongiorno la mattina.
Grazie anche alle mie CTP speciali che mi danno una mano sul gruppo,
in particolar modo a Dondina & Antonella
che sistemano e aggiornano il ricettario con tanta pazienza,
e a tutte le altre che ogni giorno mi danno tantissimo affetto
e mi regalano un po' di loro e mi sostengono sempre e comunque.
Grazie di cuore!

sono stata abbastanza sdolcinata?
Ecco questa fantastica Salsa Verde, semplice semplice con cui potrete accompagnare carne, pesce, verdura ma anche semplicemente spalmare sul pane.
A casa mia si faceva solo per accompagnare il lesso, cosa che odiavo da piccina, mentre mia suocera la metteva direttamente sulle fette di pane casereccio e ricordo sia mio figlio che i miei nipoti ci andavano matti e se li divoravano in pochi minuti facendo a gara a chi ne mangiava di più.
Sinceramente non so se queste dosi rispecchiano esattamente la Salsa che faceva mia suocera, ma so per certo che anche questa è stata spolverata in pochi minuti, un po' sulle polpette (prossima ricetta), un po' sul pane abbrostolito, un po' sulla focaccia e un po' sulla verdura lessa insomma non so nemmeno chi s'è fatto la scarpetta finale, ma di salsa verde non ce n'era più nemmeno un chicco!
E pensare che ne avevo fatta un po' di più (o almeno credevo) perchè sapevo che il giorno dopo sarebbe stata ancora più buona .  . ma non ho fatto in tempo a scoprirlo!
Ingredienti:
(le dosi sono approssimative perchè potete modificare secondo vostri gusti)
- due belle manciate di prezzemolo tritato
- 1 tuorlo sodo
- 1 spicchio d'aglio (se ci sono bambini potete non metterlo)
- 2 acciughe
- ca 40 gr di pane (per me integrale)
- ca. 2 cucchiai abbondanti di aceto (dipende da quanto vi piace io abbondo sempre . . .)
- ca. 2 cucchiai di capperi 
- acqua qb
- olio evo qb

Per prima cosa mettete in un pentolino acqua fredda, portatelo a bollire e con un cucchiaio adagiatevi l'uovo che dovrà bollire per 8 minuti.
Mettete la mollica di pane ammollo nell'acqua ed aceto. Lavate, asciugate e tritate il prezzemolo
Quando l'uovo si sarà freddato, sgusciatelo, prendete solo il tuorlo, mettetelo nel robot con i capperi ben strizzati, le acciughe ben sgocciolate, l'aglio e frullate.
Mettete in una ciotola,
unite anche la mollica ben strizzata e sbriciolata
ed il prezzemolo tritato.
Mescolate bene aggiungendo l'olio un po' alla volta,
e amalgamate bene. 
Coprite e mettete in frigo fino al suo utilizzo, più riposa e più buona sarà,
anche una notte intera.
Prima di servirla mescolate energicamente
ed aggiungete ancora dell'olio se necessario.

BON APPETIT!
Io l'ho accompagnata con le Polpette di Baccalà,
nei prossimi giorni la ricetta.
ed ecco cosa è rimasto
della Salsa Verde!

lunedì 23 febbraio 2015

La Schiacciata alla Fiorentina, finalmente una vera ricetta da 10eLode! e tanti ricordi . .

Ok oggi ho voglia di scrivere.
Spero non abbiate fretta, se volete andare subito alla ricetta fate pure, ma ho le mani che pizzicano e non posso fare a meno di scrivere ciò che sento.
Ci sono delle ricette che mi danno veramente grandissime soddisfazioni.
Ed ho scoperto che prime fra tutte sono sicuramente quelle della tradizione Toscana, o comunque di famiglia, e se ottengo i risultati sperati la mia soddisfazione schizza ai livelli più alti. Soprattuto i dolci.
Ed ecco l'ultima. 
la SCHIACCIATA ALLA FIORENTINA!
A dirvela tutta questa ricetta non era in scaletta, sia perchè sono settimane che alle mie CTP del gruppo FB prometto la ricetta di una Torta (fantastica) di Carote & Mandorle light ma ho sempre altre ricette che passano avanti, sia perchè non pensavo che la Schiacciata mi venisse così bene quindi . . . gli devo dare la precedenza UNC'E'VERSI!!
Il motivo? perchè questo è un dolce che si trova a Firenze (badate bene Firenze non in Toscana) solo nel periodo del Carnevale, insomma allungando un po' i tempi fino a tutto febbraio o un po' più in là.
la Schiacciata alla Fiorentina!
Chi è di Firenze non può non amare la Schiacciata alla Fiorentina!
Ma come inganna il nome, non è una focaccia salata ma bensì . . . una focaccia dolce (come d'altronde la schiacciata con l'uva, d'altronde si sa noi Fiorentini siamo un po' burloni).
La Schiacciata si trova in tutte le pasticcerie e bar della città, non ce n'è una che la metta in bella vista nella vetrina, con il suo bel giglio decorato nel mezzo (non deve mancare!).
Ci sono poi le pasticcerie rinomate, dove è pure difficile trovarne una che avanzi la Domenica, meglio non rischiare e prenotare .  . mai succedesse che si rimanga all'asciutto.
Ricordo che la Schiacciata alla Fiorentina non mancava mai alle feste in maschera o alle feste di compleanno che cadevano in questo periodo.
Per quanto mi riguarda da piccina non mi faceva proprio impazzire, ma dire che non mi piaceva era quasi un'offesa, quando il mì babbo tornava a casa si vedeva subito dalla confezione che cosa c'avesse nel vassoio, ed era talmente contento e soddisfatto che sarebbe stato impossibile dirgli che non non ne volevi nemmeno una fettina.
E poi tanto la maggior parte delle volte ce la comprava farcita di mousse al cioccolato (ma si trova anche ripiena di panna montata) e quindi alla fine non era così tanto sacrificio mangiarla! ahahah

Ricordo che mia mamma ogni tanto provava a farla, ma non sempre i risultati erano quelli voluti, o non lievitava abbastanza o lievitava troppo (si dice che non deve essere più di 3 cm in altezza) o il sapore non era quello caratteristico che la contraddistingue, insomma pure essendo una torta semplice a base di uova, farina e zucchero con succo di arancia, difficilmente riesci a rifarla come quelle che compri. Anzi l'impresa era davvero ardua.
Non chiedetemi perchè. 
E' sempre stato mistero.
 Forse fà parte del suo fascino?
In effetti se fai una ricerca su internet, ne trovi tantissime versioni, chi mette il lievito di birra con almeno 24 ore di lievitazione, chi mette il limone invece che l'arancia, chi addirittura aggiunge un pizzico di noce moscata, ma poco mi fido e ricordandomi che anch'io avevo tentato molti anni fà, con risultati deludenti non avevo il coraggio di rifarla.
Ho cercato un po' le origini di questo dolce, sapete che mi piace curiosare, ma purtroppo non ho trovato molto, sembra che in tempi antichissimi di chiamasse "Schiacciata unta" perchè veniva utilizzato lo strutto per farla.
Curiosando anche nella mia piccola collana dell'Artusi ho trovato due versioni di questa sTiacciata (anche lui la chiama così) la "sTiacciata unta " e la "sTiacciata coi siccioli " che sarebbero i "ciccioli" cioè il residuo del grasso del maiale dopo che se n'è ricavato lo strutto . . .  ma, con tutto il rispetto per il grande Artusi, non credo farò mai nessuna delle due . .

Era già un po' di settimane che avevo in mente di farla, ma non avendo ricette collaudate non avevo trovato il coraggio di andare a tastoni . .
Poi l'altra settimana mentre ero a Firenze, arriva mia mamma sventolandomi un foglio con una ricetta scritta tanti anni prima e mi fà:
"Guarda ho trovato questa! Me la dette tanti anni fà un'amica del babbo che la faceva buonissima!"
Ecco vedi mamma quando ti impegni le ricettine me le trovi! Le dosi erano a cucchiaiate, come ogni Schiacciata alla Fiorentina che si rispetti, quindi finalmente avevo trovato una ricetta da provare.
E non con poca ansia, la cosidetta ansia da prestazione, mi ci sono messa di buona lena, con tutta la tranquillità e il rilassamento che solo in cucina posso trovare, e mettendoci un po' del mio  nel seguire il procedimento, un po' troppo sintetico, eccola qua:
LA MIA sTiacciata PERFETTA! 
(no non è un errore a Firenze si dice così!)

Non so se chi non l 'ha mai assaggiata prima se può capire, ma vi assicuro che questa è davvero "conforme all'originale" e solo un fiorentino ad hoc può capire cosa voglio dire.
La sua sofficità, il suo profumo e sapore inconfondibile, la sua leggerezza . . . avete presente quando vi viene da chiudere gli occhi ad ogni morso?
Ecco esattamente così, ad ogni morso ti lasci trasportare agli anni della tua infanzia, dell'allegria del carnevale e della condivisione della festa tutti insieme al pranzo della Domenica, ma sono solo cose che capisci quando . . oramai bambina non sei più (almeno per me è così).

Scusate se mi sono dilungata troppo, ma sono così contenta del risultato ottenuto che volevo condividere con voi anche queste emozioni che spero di avervi trasmesso almeno un po'.

Se la provate fatemi sapere, sono talmente orgogliosa di questa ricetta che voglio condividerla con voi con tutto l'affetto che posso.
                                
Vorrei fare una piccola premessa, questa ricetta è a cucchiai, come tante altre proprio per questo dolce.  Le cucchiaiate non sono abbondanti, come potete vedere dalla foto sotto, comunque per comodità ho aggiornato la ricetta, mettendo le dosi (approssimative) in grammi

Ingredienti:
(per una teglia rettangolare ca. 23x31)
- 6 uova a temperatura ambiente
- 30 cucchiai di farina 00 (circa 350-400 gr)
- 15 cucchiai di zucchero (circa 200 gr)
- 15 cucchiai di olio di semi (circa 60 gr)
- 15 cucchiai di latte (circa 80 gr)
- 1 arancia (buccia grattugiata e succo)
- 1 pizzico di sale
- 2 bustine di lievito per dolci

Montare le uova con lo zucchero
fino a che non saranno chiare, spumose e raddoppiate di volume, per me quasi 10 minuti.
Ecco un video che vi farà capire meglio:
video

A questo punto abbandonate la frusta ed usate un mestolo.
Unite al composto di uova metà della farina setacciata e l'olio, quando saranno ben amalgamati aggiungete l'altra metà della farina setacciata insieme al lievito.
Lavate bene l'arancia, aggiungete la scorza grattugiata
ed il suo succo.
Unite per ultimo il latte ed un pizzico di sale.
Quando il composto sarà ben amalgamato versatelo in una teglia 
(assolutamente!) rettangolare imburrata
mettetela nella parte bassa del forno.
Cuocete a 170° per 30-35 minuti 
(fate prova stecchino per me questa temperatura e questo tempo è stato perfetto!).
Quando sarà fredda spolverate di zucchero a velo, e se volete fare come me, ritagliate un Giglio di Firenze che invece riempirete di Cacao, che di solito viene usato per decorare
per distinguere la schiacciata farcita con la mousse di cioccolata,
ma a me piaceva così.
Dai per averlo disegnato a mano libera non è venuto così male no?
BON APPETIT!
 

 ed ecco come si presenta l'interno


Febbraio 2016
Febbraio 2017

sabato 21 febbraio 2015

Frittelle di Ricotta 2 . . la vendetta!

In casa mia non si frigge mai. Ovviamente per scelta, primo perchè non è certo il cibo più sano che si possa cucinare, secondo non è molto pratico, il fritto va mangiato subito caldo, e poi quanto si impuzza? cucina, vestiti, capelli a me sembra di puzzare anche dopo tre giorni!
e così non friggo mai.
Opto sempre per il forno, polpette, patate, verdura, carne tutto ciò che non friggo impano e inforno, e con risultati eccellenti e soprattutto non impuzzo e se avanza, il giorno dopo si scalda senza perdere nè di gusto nè di croccantezza!
Però ieri ho ceduto.
Frittelle quà, cenci di là e chi più ne ha più ne metta.
Ma come al solito io arrivo tardi, ma credo che non importi che sia Carnevale, nè tantomeno l'ultimo o Giovedì grasso, è sempre tempo di frittelle!
Ma quando eravamo piccini e le nostre nonne ce le facevano! era una festa, io lo ricordo perfettamente! Tutti intorno al vassoio bello pieno zeppo di frittelle (calde), spolverate di zucchero semolato (non a velo!) e appena ci dava il via . . . tutti alla carica.
E allora perchè non farlo anche con i nostri bambini?
Certo è vero non è una merenda per tutti i giorni, ma non mi vorrete mica far credere che sono meglio le merendine confezionate eh? ah ecco! quindi rilassiamoci e una volta tanto facciamo festa insieme a loro, senza aspettare Carnevale!
Vedrete che gioia!

Queste frittelle le avevo già proposte sul blog, ma molto timidamente, ero all'inizio, le foto erano fatte esclusivamente con il cellulare (oddio anche queste perchè sono sempre senza digitale) ma adesso ho un modello più evoluto, e quindi sono già più presentabili!
Quindi ho sistemato un po' la ricetta, ora che mi sento più sicura in cucina, anche se ripeto l'ultima volta che le ho fatte era proprio due anni fà, e non posso certo dire di essere esperta in fritture, ma vi assicuro che sono fantastiche!
Non assorbono olio e rimangono sofficissime all'interno e non danno nemmeno l'idea di essere così pese. provate per credere.
Mi sento però di darvi questi piccoli, ma utili consigli, per chi ci si appresta, per alcuni saranno banali ma per me no visto che non li mettevo in pratica fino a poco tempo fà:
- l'olio deve essere caldo alla temperatura giusta, lo capirete appena mettete la prima frittella, se non dovesse "scricchiolare" aspettare ancora un po';
- usate una teglia con i bordi un po' più alti, evitate la classica padella e abbondate di olio, almeno due dita
- non mettete troppe frittelle insieme altrimenti rischiate che vi si attacchino e che l'olio cali troppo di temperatura
- se vedete che le vostre frittelle diventano subito scure, di solito succede dopo un po' che friggete e quindi l'olio raggiunge una temperatura troppo alte, togliete le pentola dal fuoco e aspettate un po' in modo che si raffreddi, altrimenti le vostre frittelle coloriranno troppo all'esterno ma rimarranno crude all'interno. Non abbiate fretta, devono cuocere bene almeno 2-3 minuti per parte.
- per l'olio di semi vi consiglio quello di arachidi, il migliore per questo tipo di fritti

Purtroppo le foto non sono delle migliori perchè le ho fatte dopo cena e di luce naturale non ce n'era proprio, ma non potevo non condivedere con voi questa fantastica ricetta e sono convinta, dopo assaggiata una, mi perdonerete! :D
Che ci crediate o no, quelle avanzate sono stata spolverata la sera dopo . .
 da non crederci!
di solito le frittelle già dopo qualche ora dalla frittura diventano mollicce . .
ad ogni morso sembra esca l'olio .  . 
invece mio marito l'ha mangiate
(e vi assicuro che lui è molto "noioso" per il fritto e per l'unto!)
Ingredienti:
- 200 gr di ricotta
- 200 gr di farina
- 80 gr di zucchero 
- 2 uova
- 2 cucchiaini (colmi) di lievito per dolci
- 1/2 cucchiai di crema di limoncello (o vanillina se preferite)
- circa 1 tazzina e 1/2 di latte
inoltre:
- olio semi di arachidi qb
- zucchero a velo qb

Sbattete la ricotta con lo zucchero.
 Aggiungete un uovo alla volta
Aggiungete la farina ed il lievito setacciati, la crema di limoncello ed il latte,
(per me una tazzina e mezzo) 
regolandovi con la consistenza dell'impasto che deve essere così, 
nè troppo densa nè troppo liquida come la classica pastella per friggere la verdura.
  Lasciate riposare in frigo almeno un'oretta 
(io ho fatto l'impasto prima di cena ed ho fritto dopo).
Mettete l'olio nella teglia e quando sarà ben caldo
adagiate il vostro impasto a cucchiaiate,
aiutandovi con un cucchiaino più piccolo se necessario.
Distanziatele un po' perchè essendoci il lievito in cottura aumenteranno di volume
e aggiungete altre frittelle solo dopo che
le prime saranno già colorite.
Giratele delicatamente e cuocetele da ambo i lati 
girandole almeno un paio di volte facendo attenzione a non romperle
Adagiatele su carta assorbente e poi in 
un vassoio spolverizzandole con zucchero a velo
o zucchero semolato come ai vecchi tempi!
BON APPETIT

BUON FINE SETTIMANA!
si capisce che erano soffici?